Quanto vale gestire un social?

Quanto vale gestire un social?

gestire un social

Che valore ha la gestione di una pagina social?

Proviamo a stimare indicativamente il valore di una professione molto moderna: gestire un social

 

Prima di cominciare, devo fare alcune premesse obbligatorie: questo articolo non intende fornire linee guida su come gestire un social aziendale, né intende elencare in maniera esaustiva le fasi di lavoro interessate. Lo scopo di questo testo è fornire un ordine di grandezza indicativo per stimare il valore economico di lavori che dieci anni fa non esistevano.

In principio erat album

Anzi, a fare i conti, sono passati proprio dieci anni da quando Facebook ha fatto il suo ingresso in Italia, prima in punta di piedi (si fa per dire!) come album di famiglia, location virtuale dove incontrare persone con cui non avevamo più contatti. Poi in maniera sempre penetrante, fino a diventare un vero e proprio fattore economico su scala (inter)nazionale.

Le agenzie di comunicazione, di marketing, di grafica pubblicitaria, nuove o esistenti fanno ormai a gara ad accaparrarsi i crescenti clienti alla ricerca di chi possa gestire professionalmente (!) la propria presenza social, che poi nella maggioranza dei casi è ridotta alla presenza su Facebook e Instagram (cfr. qui).

D’altra parte, per un cliente, è sempre più difficile orientarsi tra la valanga di offerte (la cugina, l’agenzia “fortissima”, lo smanettone che fa tutto a poco), il ventaglio assurdo di prezzi, le incerte competenze e l’improbabile “esperienza pluriennale nel settore” (Tre anni? Quattro?!?).

Come stabilire il valore di un lavoro come gestire un social?

Ne approfitto della chiacchierata fatta con un amico e collega per fare un po’ di chiarezza sull’argomento, in particolare sul valore (più che sul costo) che ha organizzare e gestire social aziendali.

Per semplicità, eliminiamo alcune variabili, come per esempio la fase cruciale di definizione di strategia e degli obiettivi, gestione delle sponsorizzate, monitoraggio delle stesse, produzione della reportistica, analisi dei risultati, e focalizziamoci soltanto su Facebook. Consideriamo un piano di gestione annuale, implementato da una quindicina di pubblicazioni mensili, di cui 4 o 5 sponsorizzati ad hoc. Un piano adatto sia al bistrot di provincia che al rivenditore di un franchising.

FASE 0 – Confronto con il cliente e modifica delle informazioni

Un piano del genere avrà bisogno di minimo un paio di riunioni con il cliente, preparatorie a quello che sarà il piano editoriale aziendale. Supponiamo che sia presente una sola persona (ma è sempre preferibile che siano presenti almeno in due e prendano appunti diversi), per 1 ora e mezza ad incontro.

Prime 3 ore di lavoro per concordare la linea. Ora bisognerà produrre contenuti video e fotografici, quindi almeno il fotografo o la fotografa di turno dovranno realizzare un servizio ad uso del piano editoriale. Tra sopralluogo (questo sconosciuto!), preparazione del set, scatti, selezione, postproduzione e invio, dev’essere un fenomeno per lavorarci in tutto meno di 6 ore. Siamo a 9 ore. “E non abbiamo nemmeno cominciato”.

Nel frattempo, qualcun altro avrà cominciato ad operare back-end ai profili social. Scelta del nome della pagina, informazioni, logo, copertina, verifica della pagina, ecc. Teniamoci bassi, un’altra ora, cifra tonda, 10 ore.

FASE 1 – Realizzazione dell’immagine coordinata

Realizziamo il piano editoriale? No, manca il tocco del grafico. Eh sì, perché i contenuti dovranno essere brandizzati, personalizzati, unici. Capaci di rimanere impressi. Lasciamo al grafico l’ispirazione giusta e in una mezza giornata di lavoro, 4 ore, avrà potuto realizzare una copertina, da aggiornare periodicamente, una filigrana, delle info-grafiche da gestire all’interno del piano.

FASE 2 – Gestione del piano editoriale

Il gruppo dei copywriters può ora riunirsi, materiale e grafiche alla mano, appunti del cliente nell’altra, per decidere come, quanto e quando organizzare il piano editoriale cercando di creare un percorso, una storia con un orizzonte temporale non settimanale, ma mensile, se non annuale. Senza considerare correzioni in corso d’opera, monitoraggio, gestione e moderazione delle interazioni (tutto obbligatorio e necessario, non eventuale!), servirà almeno una riunione di 2 o 3 ore per cliente per settimana. Impegniamo solo due risorse (difficilissimo, soprattutto se c’è anche Instagram).

Manca solo l’implementazione pratica del piano e, sempre a essere buoni, ci riusciamo con un’ora a settimana. Due risorse, quattro ore, fa 8 ore a settimana.

Un lavoro da operaio o da professionista?

Ma quindi gestire un social quanto vale? Facciamo i conti allora. Su base annuale, per minimizzare il margine d’errore.

La fase 0, tra confronti in corso d’opera e aggiornamenti vari, dovrà ripetersi almeno 6 volte l’anno. 54 ore. La fase 1 almeno stagionalmente. 16 ore (se c’è un grafico che ci riesce a lavorare 16 ore l’anno a un piano editoriale, presentatemelo subito!). La fase 2, come detto, è settimanale. 8×52 (non esistono ferie nei social, anzi). 416 ore.

Totale 486 ore lavorative per cliente per anno. Adesso il bello, quanto vogliamo farle valere?

I minimi retributivi per gli assistenti domestici (colf per esempio) si aggirano attorno ai 7€/ora. Ovvero circa 3.400€ l’anno.

Ma a tutto ciò hanno lavorato persone con competenze professionali, con esperienza nei propri settori e non semplici prestati alla causa. Proviamo a ragionare sulla retribuzione minima oraria di un operaio di terzo livello. Viaggiamo a circa 15 euro lordi l’ora. 7.300€ circa l’anno.

Già più di qualcuno comincia a storcere il naso.

Facciamo solo un’ultima obiezione. Chi fa questo lavoro ha studiato a fondo, si è laureato in discipline inerenti la mansione (accademia dell’arte, comunicazione, grafica, fotografia). Lungi dal volerne fare una questione di classe, sono lavori nei quali pochi possono definirsi “professionisti”. Diamo a tutti il beneficio del dubbio, valorizziamoli quanto meritano, pur mantenendoci al di sotto degli standard di altri professionisti come architetti o ingegneri. Proviamo a far valere le nostre ore 30€.  Circa 14500€.

Conclusioni

Va da sé che sono stato volutamente grossolano e provocatorio perché lo scopo, come detto, era dare un’idea, un ordine di grandezza con il quale rapportarsi indicativamente.

Probabilmente non troveremo mai il cliente consapevole che il nostro lavoro varrà 15mila euro l’anno. Già per la metà cominciano a sentirsi derubati. Per non parlare di quelli che vorrebbero pagare solo dietro presentazione dei risultati. Vi immaginate come reagirebbe il titolare di una palestra se provaste a non pagare i 6 mesi di abbonamento che non vi sono serviti a togliere la “panza”?

Scrivete pure la vostra sull’argomento o raccontatemi qualche vostra esperienza diretta, magari avremo materiale per un libro!

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Quanto vale gestire una pagina Facebook?
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Quanto vale gestire una pagina Facebook?
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Tra la crescente domanda di gestione di profili aziendali e l'infinita possibilità di offerta, cerchiamo di stabilire qualche punto fermo.
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Luigi Oliviero
Luigi Oliviero
luigi@nslab.it

Amante dei numeri fin da bambino, ha portato questa passione anche nel lavoro analizzando e confrontando le performance di fanpages e ads. In passato autore e speaker radiofonico e già articolista per webzine musicale. Accanito divoratore di serie TV e basket NBA.

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